Le regole scritte e quello che abbiamo contato sui binari nei giorni di sciopero.
Aggiornata il 6 novembre 2026. Sito non ufficiale: per il tuo viaggio fa fede il vettore.
«Sciopero» non vuol dire che si ferma tutto, e «fascia garantita» non vuol dire che il tuo treno parte. Qui trovi le regole scritte e, accanto, cosa è successo davvero nei giorni di sciopero che abbiamo contato corsa per corsa.
Il prossimo in calendario è lunedì 9 novembre: 8 ore: dalle 9.01 alle 16.59. La pagina di questo sciopero. Lo stesso giorno possono essercene più d’uno: l’elenco completo è nel calendario degli scioperi.
Il treno è un servizio pubblico essenziale, quindi uno sciopero non può fermarlo del tutto. Per i regionali ci sono due fasce protette: nei giorni feriali dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21, nei festivi dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21. Quelle festive sono recenti: le ha introdotte la Commissione di garanzia con la delibera del 30 gennaio 2025, in via provvisoria, perché sindacati e aziende non si erano accordati. Trenord scrive che il sabato vale come feriale.
Attenzione a come si legge. La fascia non promette che ogni treno di quell’ora parte: il testo parla di servizi adeguati rispetto a quelli offerti di solito, e ogni azienda pubblica il suo elenco, regione per regione. Prima di andare in stazione si guarda l’elenco, non l’orologio.
Sulla lunga percorrenza la regola è un’altra: deve circolare un numero minimo di treni sulle direttrici principali. Trenitalia li elenca nella Tabella A; la Tabella B vale solo per lo sciopero generale per il contratto nazionale fatto in un giorno festivo. Trenord ha la sua lista e Italo pubblica un PDF per ogni sciopero.
Anche un treno in elenco può saltare. Trenitalia avvisa che può subire soppressioni o variazioni per lavori del gestore, Trenord che la lista può cambiare con la durata e le adesioni. E se sei già a bordo quando lo sciopero comincia: il treno arriva a destinazione se ci arriva entro un’ora dall’inizio, altrimenti può fermarsi prima.
Abbiamo contato gli scioperi nazionali di cui abbiamo i dati completi. Nel più pesante, quello dell’8 settembre, nelle ore centrali è stato soppresso il 46% dei regionali. Alla stessa ora, nello stesso giorno della settimana, di solito ne salta il 3%. Nelle fasce protette, quel giorno, il 17%. La fascia protegge, ma non è una garanzia: anche lì è saltato un treno ogni 6.
Guarda la fascia del mattino: non è uguale dall’inizio alla fine. Fra le 6 e le 7 è saltato il 12% dei treni, fra le 8 e le 9 il 36%. Non sappiamo dire con certezza il perché, ma il consiglio è semplice: dentro la fascia, prima è meglio di dopo.
| Giorno | Nelle fasce | Ore centrali | Di solito, ore centrali | In orario, sciopero / di solito |
|---|---|---|---|---|
| 24 luglio 8.884 corse | 14% | 40% | 2% | 81% / 85% |
| 8 settembre 8.691 corse | 17% | 46% | 3% | 82% / 90% |
Uno sciopero non è uguale a un altro: conta chi lo proclama e quanti aderiscono, e prima non lo sa nessuno. Quel giorno è stato soppresso, in tutto o in parte, l’1% delle Frecce, il 20% degli Intercity, il 33% dei regionali. Le Frecce hanno i loro elenchi, e si vede.
Le regole cambiano con l’azienda. Su Frecce e Intercity di Trenitalia il rimborso è intero, senza trattenute, dalla proclamazione fino alla partenza del treno prenotato. Sui regionali Trenitalia puoi chiederlo fino alle 23:59 del giorno prima. Con Trenord hai 30 giorni. Nel contratto di Italo che abbiamo letto non c’è una regola per chi rinuncia a causa di uno sciopero: chiedi a loro prima.
Se parti lo stesso e arrivi con 60 minuti o più di ritardo, puoi chiedere l’indennizzo: lo sciopero del personale non rientra nelle circostanze straordinarie che esentano l’azienda. Se il treno viene soppresso, valgono le regole di questa guida.
Il preavviso è di almeno 10 giorni e l’azienda deve avvisare i passeggeri almeno 5 giorni prima. Lo sciopero dura al massimo 24 ore di fila, e quelli da 24 ore iniziano alle 21: uno sciopero «del 20» può cominciare la sera del 19, quindi controlla anche il treno della sera prima. Può anche essere revocato all’ultimo: guarda di nuovo il giorno stesso.
Ci sono poi periodi in cui non si può scioperare: dal 18 dicembre al 7 gennaio, dal giovedì prima di Pasqua al giovedì dopo, dal 24 aprile al 2 maggio, dal 27 giugno al 4 luglio, dal 27 luglio al 3 settembre, dal 30 ottobre al 5 novembre, e nei giorni intorno alle elezioni.
Corse concluse dei treni che seguiamo: 17.575 nei giorni di sciopero, 52.629 nei giorni di confronto, cioè lo stesso giorno della settimana nelle tre settimane prima. Per ogni sciopero contiamo il giorno con più ore di sciopero. «Soppresso» vuol dire soppresso del tutto o in parte, l’ora è quella di partenza dal capolinea, e nei conti per ora entrano solo i treni a cui valgono le fasce. Le ore centrali sono quelle fra le due fasce. Gli scioperi locali non entrano: toccano una regione e sul totale non si vedono. Italo, EAV e i treni altoatesini sono fuori da ogni conto. Il 24 luglio e l’8 settembre vengono da un archivio pubblico delle corse, non dal nostro raccoglitore dal vivo. I nuovi scioperi nazionali si aggiungono da soli, il giorno dopo.
Abbiamo letto questi testi il 6 novembre 2026. Le regole possono cambiare: per il tuo caso fanno fede loro e le condizioni del tuo vettore, questa pagina non è una consulenza legale.
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