Definizioni, soglie e limiti delle statistiche, per chi vuole capire se può fidarsi di questi numeri.
Questa pagina spiega come nascono i numeri che leggi su BinarioLive: le definizioni esatte, le soglie e i limiti. È scritta per chi deve decidere se fidarsi di queste statistiche, e dice anche le cose che il sito non sa.
Un passaggio è puntuale quando il ritardo rilevato è al massimo di 5 minuti. La percentuale è il rapporto fra i passaggi puntuali e quelli effettivamente osservati.
Nel conto entrano solo i passaggi con un rilevamento reale: non le corse soppresse, non quelle annunciate e mai partite, non le fermate ancora da fare. È una scelta che pesa: contare le corse mai partite gonfierebbe la puntualità, perché una corsa che non parte non arriva mai in ritardo.
Il ritardo di una fermata è la differenza in minuti fra l’orario programmato e quello rilevato. Quando ci sono sia l’arrivo sia la partenza vale il maggiore dei due: un treno che arriva puntuale ma riparte con dieci minuti ha comunque fatto aspettare chi doveva salire. Gli anticipi non diventano numeri negativi: contano come zero.
Per un treno intero conta il momento: finché viaggia vale il ritardo peggiore fra partenza e arrivo nell’ultima stazione toccata, che è ciò che serve a chi lo aspetta; a corsa conclusa vale il ritardo all’arrivo, perché un treno partito tardi e arrivato in orario non è arrivato in ritardo.
È la media aritmetica dei ritardi di tutti i passaggi dell’insieme considerato — un treno, una stazione, una tratta, la rete — e ogni passaggio vale uno. La media è sensibile ai casi estremi: un solo treno fermo tre ore sposta molto la media di una stazione piccola. Per questo accanto alla media il sito mostra quasi sempre la percentuale di puntualità, che è più stabile, e dove conta il ritardo tipico (la mediana: metà delle corse fa meglio, metà peggio).
La soglia dei 5 minuti è la stessa ovunque. Cambia che cosa si conta:
Ne segue che la percentuale di un treno e quella di una stazione non vanno confrontate fra loro: un treno che passa da venti stazioni conta venti passaggi per le stazioni, ma una sola corsa per sé. Entrambe si confrontano con la media di rete calcolata nello stesso modo, ed è così che il sito le presenta.
Una percentuale su pochi casi non dice niente: su tre corse, una andata male fa un 67% che non descrive nulla. Per questo:
Le numerazioni delle diverse imprese e reti ferroviarie si sovrappongono. Il 4241, per esempio, è sia un regionale Rimini–Ancona sia un suburbano Milano Cadorna–Novara Nord. Guardando solo il numero si finirebbe per mescolare due storie diverse in una scheda sola, con statistiche che non descrivono nessuno dei due.
Per BinarioLive un treno è il suo numero più il suo percorso: una corsa appartiene a un treno solo se parte da una stazione che quel treno serve abitualmente. Se non è così, è un altro treno e ha la sua scheda. Per questo anche l’indirizzo delle schede contiene la tratta (per esempio /treno/4241-rimini-ancona), e cercando il solo numero, quando i treni sono più d’uno, il sito chiede quale. Le corse finite sul treno sbagliato prima di questa regola sono state riattribuite l’8 ottobre 2026.
Italo. Dei treni Italo mostriamo il ritardo di giornata, ma non ne calcoliamo ancora le statistiche. Fino a settembre 2026 li leggevamo solo dai tabelloni di RFI, che dichiarano il ritardo a scatti di cinque minuti e spesso tacciono sulle corse puntuali: una media costruita così avrebbe descritto il nostro modo di guardarli, non i treni. Dall’11 settembre 2026 li leggiamo dal servizio di circolazione di Italo, al minuto (misurato il 18 settembre su 765 corse: il 24,7% a zero minuti, il 56,3% dei ritardi non multiplo di cinque). Resta il criterio che vale per tutti: le statistiche partono quando le corse sono abbastanza.
Stazioni senza orario effettivo. Per ogni fermata la fonte manda l’orario previsto e quello effettivo. In alcune stazioni, quasi tutte fermate minori delle reti regionali, il secondo non arriva mai (misurato il 26 settembre 2026: 223 stazioni su 2.423). I treni ci passano davvero, ma senza orario effettivo il ritardo non si può calcolare: quelle stazioni hanno la loro scheda, con tabellone e treni, ma senza percentuale e senza ritardo medio. Un contatore a zero si leggerebbe «sempre in orario». Lo stesso vale nella pagina Collegamenti.
Nelle ultime ventiquattr’ore il sistema ha fatto 600 giri di aggiornamento delle corse in viaggio e 222 passaggi sui tabelloni di stazione.
Sono medie del sistema, non garanzie sul singolo treno. Ogni giro lavora una coda ordinata per urgenza: prima le corse con pronostici aperti, poi quelle che dovrebbero già essere arrivate, poi una quota riservata ai treni partiti di cui non abbiamo ancora nessuna rilevazione — senza, resterebbero invisibili nelle ore di punta —, poi quelle in viaggio e infine le altre a rotazione. Un treno molto seguito viene riletto più spesso di uno periferico. Una corsa si chiude quando l’ultima fermata registra un arrivo reale; se la fonte tace, la chiudono criteri di sicurezza basati sul tempo passato dall’arrivo previsto.
Questi criteri sono quelli in vigore oggi. Se uno cambia — per esempio la soglia di puntualità — cambia anche questa pagina, e le statistiche vengono ricalcolate col criterio nuovo su tutto l’archivio, non solo da quel giorno in avanti.
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