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Treno soppresso o in forte ritardo: i tuoi diritti

Rimborso, viaggio alternativo, assistenza: cosa prevedono le regole europee e come chiederlo.

Quando un treno viene soppresso, o arriverà con un’ora o più di ritardo, chi viaggia non ha diritto solo a un indennizzo. Le regole europee sui diritti dei passeggeri ferroviari prevedono anche il rimborso del biglietto, un viaggio alternativo e assistenza durante l’attesa. Molti non lo sanno, e chi non chiede non riceve.

1.243corse soppresse per intero negli ultimi 30 giorni
3.503limitate a una parte del percorso
870arrivate con più di un’ora di ritardo

Rimborso o viaggio alternativo: scegli tu

Se il treno è soppresso, o se è ragionevole prevedere che arriverai a destinazione con almeno 60 minuti di ritardo, puoi scegliere fra tre strade.

Il rimborso del biglietto per la parte di viaggio non fatta — e anche per quella già fatta, se il viaggio non ha più senso — con il ritorno al punto di partenza quando serve. Un percorso alternativo per arrivare a destinazione il prima possibile, a condizioni di trasporto paragonabili. Oppure il viaggio in un altro giorno, quando preferisci tu.

La scelta spetta a te, non al vettore. Se entro 100 minuti dall’orario di partenza previsto nessuno ti ha offerto un’alternativa, il regolamento ti permette di organizzarti da solo con altri mezzi pubblici — un altro treno, un autobus — e di chiedere poi il rimborso delle spese necessarie e ragionevoli. Conserva sempre le ricevute.

Assistenza durante l’attesa

Con un ritardo di oltre un’ora, alla partenza o all’arrivo, il vettore deve offrire pasti e bevande in proporzione all’attesa, se sono disponibili o si possono ragionevolmente procurare. Se serve passare la notte, deve provvedere all’alloggio e al trasporto fino all’albergo. Se il treno resta bloccato in linea, deve portare i passeggeri fino a una stazione o a un punto da cui ripartire.

L’indennizzo, in aggiunta

Se scegli di proseguire il viaggio e arrivi con oltre un’ora di ritardo, puoi chiedere un indennizzo del 25% del prezzo del biglietto, del 50% oltre le due ore. Non si somma al rimborso dello stesso biglietto: se ti fai restituire i soldi, l’indennizzo per quel viaggio non c’è. Soglie, importi minimi e quanto spesso capita.

Il vettore può negare l’indennizzo in caso di circostanze straordinarie che non dipendono dall’esercizio ferroviario: condizioni meteo estreme, grandi calamità, persone sui binari, atti di terzi. L’esenzione riguarda l’indennizzo; rimborso, viaggio alternativo e assistenza restano.

Coincidenze: conta il biglietto

Se hai un biglietto unico per tutto il viaggio, cambio compreso, il ritardo si misura alla destinazione finale: una coincidenza persa per colpa del primo treno rientra nei tuoi diritti. Se hai comprato biglietti separati, ogni treno conta per sé, e la coincidenza persa di solito non è coperta. Per i viaggi con un cambio stretto, il biglietto unico è anche una protezione.

Come chiedere

La richiesta va fatta al vettore che ha venduto il biglietto, sui suoi canali (per Trenitalia, la pagina rimborsi e indennizzi). Tieni il biglietto e le ricevute delle spese. La scheda del treno su BinarioLive mostra il ritardo stazione per stazione e può aiutarti a ricostruire cosa è successo, ma non è un documento ufficiale: fa fede quello che registra il vettore.

Per i treni regionali e per gli abbonamenti valgono in parte regole diverse, fissate nei contratti di servizio con le Regioni: in quei casi controlla le condizioni del tuo vettore.

Questa pagina è una sintesi divulgativa del regolamento (UE) 2021/782 sui diritti e gli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario, non una consulenza legale. Per il tuo caso fanno fede il regolamento e le condizioni di trasporto del vettore. I numeri vengono dalle corse che seguiamo, Italo escluso.

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